Ah, che confusione, ogni volta che si fa ingresso in una Web Agency:

 

“Chi sono? Dove sto andando? E soprattutto perché?”

 

Per chiunque si trovasse spesso in questo stato d’animo (e mentale), oggi proveremo a chiarire quali sono le principali figure operative all’interno di un’agenzia di comunicazione digitale.

 

Pronti a partire per questo minitour?

 

 

Entriamo ed ecco che ci accoglie (si spera con del caffè) il Project Manager, che si occupa di mantenere, nel tempo, i contatti con il cliente, ma anche di guidare il team di lavoro orientandone l’idea progettuale verso gli obiettivi del cliente stesso e assicurando il rispetto di costi e tempi.

 

Dopodiché ci faranno accomodare in sala riunioni e avremo una chiacchierata piacevole, ma che vuole (e deve) avere anche funzione orientativa, in modo da definire scopi, tempistiche, costi, ricavi e procedure; qui, molto probabilmente, ad attenderci troveremo il (Digital)Art Director.

 

Questi è responsabile della definizione della linea comunicativa da intraprendere, e in particolare del design e a volte dell'esecuzione dello stile visivo con cui un messaggio viene comunicato al pubblico (oltre che di dare l’acqua alle piantine).

 

L’Art Director, a sua volta, può chiamare i suoi “bracci armati”: l’UX e lo UI Designer.

 

Il primo progetta l’esperienza di un utente relativa all’uso del sito, dell’app o del software, il secondo la realizza attraverso la creazione di interfacce pratiche, esteticamente piacevoli e coerenti con il brand; nelle agenzie meno strutturate uno o entrambi i ruoli vengono assorbiti dalla figura dell’art director o, soprattutto per la parte di UX, da un lavoro congiunto da parte del team.

 

A seguire entrano l’UX Writer e il Copywriter.Il primo, tramite microcopy (cioè microtesti), guida la navigazione all’interno di un sito o in un’applicazione portando a compiere una determinata azione nel modo più naturale possibile (compilare un form, visitare una determinata pagina); il secondo punta ad attrarre utenti al sito stesso e dunque più ad un vero e proprio engagement comunicativo.

 

Ogni tanto, per stemperare la tensione, ci si rilassa parlando del più e del meno. In quei momenti, guardando fuori attraverso il vetro della sala, scorgeremo i veri motivi per cui la Web Agency esiste e viaggia a pieno regime, le sue fondamenta.

 

Sono il Front-end e il Back-end Developer:il primo si occupa di creare, tramite vari linguaggi di programmazione, le pagine di quella parte di sito che è visibile, il secondo invece si occupa del suo funzionamento lato server.

 

Ah, quasi dimenticavamo: tutto molto bello, ma noi, un po' lenti con la tecnologia, siamo abituati a modalità di interazione intuitive, tipo touchscreen. Nessun problema, ci dice il Capo: proprio adesso sta arrivando dalla zona relax l’Interaction Designer, basta chiedere a lui.

 

Questa figura si è sviluppata molto negli ultimi anni perché si occupa di migliorare visivamente il rapporto tra strumento e persona, attraverso modi di comunicare le funzionalità e i contenuti che rispondano a un approccio human centered.

 

A lui riferiamo anche un’altra preoccupazione:questo sito non sarà il primo della Storia, siamo sicuri che attirerà gente?Lui ci dirotta verso quello che chiama SEO Specialist (appena uscito dal bagno), sarà lui a lavorare all’ottimizzazione del sito e dei suoi contenuti per aumentarne autorevolezza, visibilità, posizionamento in SERP presso i vari motori di ricerca e traffico organico.

 

Quali contenuti lo stabiliranno il ContentManager e il Social Media Manager (verso i quali veniamo guidati nella stanza accanto: sì, è un ufficio molto grande). Il primo pubblicherà testi, landing pages, newsletter, articoli, post in linea con la mission, la vision e il target di riferimento; il secondo li diffonderà attraverso le differenti piattaforme individuate come “strategiche”, programmando tutte le uscite e le eventuali campagne sponsorizzate attraverso un piano editoriale condiviso.

 

Infine, un punto che avevamo sottovalutato:come “conoscere” i nostri clienti? A quale target è meglio puntare? Come essere in vantaggio sui competitor? Non riusciremo mai a rispondere a queste domande da soli e in poco tempo; ed è proprio a partire dalle risposte a queste domande che prenderà il via l’intero progetto.

 

L’unica persona che ce le può dare si trova nell’ultima stanza, in fondo: è il Data Analyst, che svolgerà delle ricerche apposta, in modo da poter organizzare i dati ricavati in cluster e individuare tra loro correlazioni, pattern interpretativi, particolari trend o modelli ricorrenti.

 

 

Capolinea, signori, si scende: ci auguriamo che il nostro piccolo tour sia stato chiaro ed esauriente. Per assicurarvi che città e indirizzo siano quelli giusti, incrociate le dita e affidatevi a Google Maps: anche perché non ci risulta che esistano figure addette all’orienteering dei clienti…