Vogliamo oggi cercare di spiegare quanto, nel mondo digitale, non solo i dati e i bip, ma anche delle semplici parole, o quantomeno certe parole ben precise, possano equivalere a fatti, ovvero portare a compiere azioni concrete potenzialmente cruciali, ad esempio, per il successo delle PMI.

 

Partiamo da una constatazione molto generale: mondo umanistico e mondo digitale non sono più compartimenti stagni impossibilitati a comunicare tra loro.

 

Ad unirli, infatti, da anni, è una cerniera chiamata UX Writing.

 

Perché il digitale si programma, si sviluppa, si testa, si rilascia…ma, anche, SI SCRIVE. E non, tipo Newton, sedendosi sotto un melo e aspettando che cada in testa, insieme al frutto, l’ispirazione, ma in sinergia con altre figure e secondo criteri e procedure ben precisi.

 

Ora entriamo più nel dettaglio.

 

Il web designer deve creare, all’interno di una piattaforma o di un sito, le strutture e i comandi che permettano di procedere all’acquisto di un prodotto o alla fruizione di un servizio, ma è dello UX Writer il compito di costruire una narrazione mirata ed efficace in grado di attirare e coinvolgere. Come?

 

Dopo aver individuato il target ideale di riferimento, lo UX Writer stabilisce il tono giusto con cui “parlargli” e usufruisce di diversi strumenti di indicizzazione e selezione di parole chiave, come Google Trends, Ngram Viewer,test di leggibilità ecc., per comporre brevi testi che accompagnino il lettore, fase per fase, a realizzare gli obiettivi del sito.

 

Lo UX Writer deve quindi cercare di connettersi con le idee e i sentimenti dell’utente per arrivare a parlare la sua stessa lingua: deve scegliere il registro di comunicazione adeguato, che deve essere il più leggero e meno ambiguo possibile per ridurre l’attrito e portare l’utente all’azione, i termini più usabili, cioè i più adatti in quel particolare contesto, le dimensioni e le spaziature giuste dei testi in accordo con i designer.

 

La reputazione, per un’azienda, lo sappiamo, è fondamentale, e gran parte di essa deriva proprio dalla sua capacità di comunicare.

 

Un buon UX Writing permette di creare empatia con gli utenti, esattamente come accade (o dovrebbe accadere) nelle relazioni umane di tutti i giorni, umanizzandole interfacce create dagli UX Designer e facendo quindi sì che l’interazione si sposti dal piano uomo-macchina a quello uomo-azienda.

 

Secondo alcuni studi, inoltre, risultano più cliccati i CTA (acronimo di call to action) comprendenti due parole o anche meno rispetto a quelli più lunghi; uno UX Writing conciso può quindi centrare l’attenzione di un’interazione su un obiettivo particolare, coinvolgendo maggiormente gli utenti, aumentando il tasso di conversione e, di conseguenza, le vendite.

 

Tutto chiaro? Riassumendo, potremmo dire che, se i web designer si occupano della cornice, sono gli umanisti a creare il quadro vero e proprio. Perciò: UMANISTI DI TUTTO IL MONDO…CONNETTETEVI!